La guerra segreta del Bacardi

Il Bacardi cocktail è molto simile al cocktail Daiquiri (che contiene come distillato base il Rum bianco, succo di lime e sciroppo di zucchero, anziché lo sciroppo di granatina, con proporzioni quasi simili). La versione che conosciamo noi oggi è nata negli USA. Le prime ricette del Bacardi apparvero verso il 1917, in un ricettario di Tom Bullock, Ideal Bartender.

Il cocktail è molto celebre, comparso anche con nomi simili in ricettari cubani. Fleming lo fa sorseggiare a Mr. Bond nel primo romanzo della serie, Casino Royale (1953).

I cocktails di J. Bond e non solo

Il Ron Bacardi invece è legato a un personaggio famoso nella storia dei distillati: Don Facundo Bacardi. Anche la famiglia Bacardi in un periodo ben preciso, è stata degna di una spy story, e parliamo innanzitutto di due testi fondamentali che la raccontano:

“Bacardi: La guerra occulta” (Bacardi: The Hidden War)

L’autore di questo saggio del 2002 è Hernando Calvo Ospina, un giornalista che analizza il ruolo politico della multinazionale Bacardi dopo l’esilio da Cuba. Egli sostiene che l’azienda abbia finanziato organizzazioni paramilitari e fatto pressione sul governo degli Stati Uniti per inasprire l’embargo contro l’isola (come la legge Helms-Burton). Il tema centrale del libro resta la battaglia economica e politica tra Bacardi e il governo di Castro, inclusa la celebre disputa legale per il marchio Havana Club.

Sei anni dopo, nel 2008, viene pubblicato “Bacardi e la lunga lotta per Cuba” (Bacardi and the Long Fight for Cuba), autore Tom Gjelten (2008).

In questo caso si tratta di una narrazione più storica e biografica: Gjelten traccia la storia della famiglia Bacardi lungo cinque generazioni, mostrandoli inizialmente come patrioti cubani che lottarono per l’indipendenza dalla Spagna, fino al traumatico scontro con Fidel Castro. Il libro descrive come un’azienda di famiglia sia diventata un simbolo dell’identità nazionale cubana, per poi trasformarsi nel nemico numero uno della Rivoluzione dopo l’esproprio delle loro distillerie nel 1960.

Sono tre quindi le “guerre” affrontate nel tempo:

  • Guerra ideologica: il passaggio della famiglia Bacardi da sostenitrice della rivoluzione (inizialmente appoggiarono Castro contro il dittatore Batista) a fiera oppositrice in esilio.
  • Guerra dei marchi: la battaglia legale infinita contro la multinazionale Pernod Ricard (partner del governo cubano) per stabilire chi abbia il diritto di vendere il rum “Havana Club” negli Stati Uniti.
  • Guerra politica: l’influenza della famiglia nelle decisioni di Washington riguardanti i rapporti con l’Avana. E in quest’ultimo caso, ci sarebbe un aneddoto interessante legato proprio al nome cocktail Bacardi da utilizzare nella carta dei drink (vedi pagina 91 del libro Il grande libro del cocktail, capitolo I diritti d’autore).

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Il Grande libro del cocktail