Entrambi i film Barfly – Moscone da bar (1987) e Factotum (2005) sono basati sulla vita e le opere di Charles Bukowski. I protagonisti (Mickey Rourke nel primo e Matt Dillon nel secondo) interpretano l’alter ego dello scrittore, Henry Chinaski. Qui troviamo sulla scena un elemento onnipresente, un sacchetto di carta che contiene una bottiglia.
Il sacchetto di carta si presenta di un color marrone e si tratta della famosa brown paper bag). Ma perché compare? È il risultato di una legge (“Open Container Laws”, ossia Leggi sul contenitore aperto) che sostanzialmente dichiara che negli Stati Uniti è generalmente vietato consumare alcolici in luoghi pubblici (strade, marciapiedi, parchi).
✔️ E così molti credono che nascondendo la bottiglia nel sacchetto si possa aggirare la legge: l’idea è che, se l’etichetta non è visibile, la polizia non abbia la “probabile causa” per fermarti e ispezionare cosa stai bevendo senza un mandato o un motivo valido. ❌In realtà in molti stati non funziona affatto così ❌. Se un poliziotto ti vede bere da un sacchetto marrone sagomato come una bottiglia, sa perfettamente cosa c’è dentro e può multarti comunque.
Il sacchetto con la bottiglia rappresenta il simbolo della vita ai margini, del bere per strada tra un lavoretto e l’altro, e sottolinea la natura solitaria e “clandestina” della loro dipendenza. Se notate in un film qualcuno che beve da un sacchetto, il regista ti sta dicendo che quel personaggio è probabilmente un emarginato, un senzatetto o qualcuno che sta attraversando un momento difficile (un “duro” o un solitario).
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