El Floridita: il tempio dei Cantineros

Per i viaggiatori della Pan Am, comodamente adagiati nella prima classe dei voli tra la Florida e Cuba, la fuga dal rigore del Proibizionismo (1919-1933) verso l’esotico iniziava nel momento stesso del decollo. Le prime libagioni servite ad alta quota non erano che il preludio all’approdo finale: El Floridita de l’Avana.

Questo locale, un raffinato tempio in stile neoclassico con sfumature creole, è stato il crocevia di leggende. Tra le sue mura si sono alternati pesi massimi della cultura e dello sport: dall’immancabile aficionado Ernest Hemingway al pugile Rocky Marciano, dal Duca di Windsor al matador Miguel Dominguín, fino alla sensibilità di Tennessee Williams e al fascino magnetico di Marlene Dietrich.

Dal “Constante” al ghiaccio tritato

La storia del Floridita affonda le radici nel 1820, quando era conosciuto come La Piña de Plata (L’Ananas d’Argento). La svolta arrivò nel 1918, quando il timone passò nelle mani di Constantino Ribalaigua Vert, per tutti “Constante”. Catalano d’origine, elegante e di poche parole, Constante trasformò il locale nella Cuna del Daiquiri (la culla del Daiquiri).

Sebbene esistano cinque varianti storiche di questo drink, la numero quattro — quella frozen — porta la sua firma ed è ancora oggi considerata l’anima autentica del locale. Per i puristi, invece, il Daiquiri classico va ordinato come Daiquiri Natural.

Un laboratorio di innovazione

El Floridita non è stato solo un palcoscenico per celebrità, ma un vero laboratorio tecnico per la miscelazione mondiale:

  • Il Blender: nel 1938, proprio qui, gli americani della Waring effettuarono i primi test sul frullatore elettrico.

  • Il Throwing: fu Don Narciso Sala Parera (proprietario a inizio secolo) a introdurre la tecnica del throwing (o rolling) in alternativa allo shaking, pratica poi esportata dal cugino Miguel Boadas nel celebre bar sulla Rambla di Barcellona.

  • L’Associazione: nel 1924, il locale ospitò le prime riunioni dell’Asociación de Cantineros de Cuba, la prima corporazione di barman al mondo.

Constante non si limitò al Daiquiri, ma rese celebri classici autoctoni come il Mary Pickford, l’El Presidente e il Mulata. Sfogliando questo volume, non avrete tra le mani un semplice ricettario, ma un documento vivo della storia della miscelazione moderna.

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