La Cachaça e il Caipirinha

La Cachaça (chiamata anche Pinga) è il distillato tipico del Brasile, ottenuto dalla canna da zucchero. In Brasile è conosciuta con un’infinità di nomi diversi (più di 2000 nomi diversi e oltre 5000 marche), oltre ad essere la bevanda maggiormente consumata nel Paese. La sua gradazione si aggira intorno ai 40 gradi.
Anche la storia della Cachaça è legata ai conquistadores, i quali colonizzarono le terre del “Nuovo Mondo” ed iniziarono a coltivare la canna da zucchero. La coltivazione di canna diviene l`attività principale delle fazendas brasiliane (le cosidette engenhos). Oltre allo zucchero, dalla graminacea si ottenne un vino dolciastro chiamato cagaça o cagassa, distribuito tra gli schiavi per attenuarne le fatiche.
Tra il 1532 ed il 1548 nell`Engenho Erasmus della Capitania de São Vicente (odierno stato di São Paulo), si pensò a distillare la cagaça, ovvero il vino di canna: si ebbe così un liquore forte, chiaro e gradevole che viene battezzato come Cachaça. Dopo di ciò l’aguardente de cana si diffuse a macchia d`olio acquistando presto valore, tanto da venire usato addirittura come moneta di scambio per l`acquisto degli schiavi.
La Cachaça si produce esclusivamente in Brasile con distillazione che può essere sia continua che discontinua. Dalla distillazione si ricava un prodotto di gradazione che varia dai 68 ai 70 gradi alcolici; poi si riduce fino a circa 40 °C ed infine viene fatta riposare in botti di legno. L’invecchiamento non supera i dodici anni ed il legno usato è generalmente di quercia bianca brasiliana.
La classificazione IBA del Caipirinha
Il Caipirinha appare per la prima volta nel 2004 nel ricettario IBA (anche se in Europa lo si conosceva già dagli anni Settanta). Nel 2011 viene dapprima tolto dal ricettario, poi a fine anno viene reinserito nella categoria Contemporary Classics. Nel ricettario del 2020 il Caipirinha viene confermato.
Questi sono i tre testi riferiti alle ultime tre classificazioni IBA, con curiosità e storia:

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