Le proprietà curative…dello Sherry

Lo so anche io che lo Sherry non ha annata!

(Il gangster rivolto a Templeton “Sberla” Peck dell’A-Team, nella puntata Acciaio)

Ecco cosa scrive dello Sherry J. A. Grohusko nel suo Jack’s Manual:

Sherry

Non ci sono vini che si possano comparare con il genuino Sherry, sia come carattere, sia come delicatezza e valore dietetico. Lo Sherry si distingue dall’assenza di acidità, dal contenuto zuccherino ed ha una rilevante proporzione di eteri volatili. Lo Sherry stimola le funzioni vitali in caso di sovraffaticamento mentale o cardiaco. È anche benefico nell’ultimo stadio di una grave malattia febbrile, che porta affaticamento ed insonnia. Uno Sherry buono riesce a ripristinare la regolarità dell’azione cardiaca. I vini più vecchi in bottiglia e quelli che hanno la maggior quantità di eteri sono i più efficaci. I migliori vini sono anche quelli più costosi, tuttavia danno il miglior effetto con il minor ritardo possibile. In Spagna, dove le sue qualità sono ben conosciute, è regolarmente usato dai medici come un ricostituente nei casi di collasso dopo operazioni chirurgiche. Va detto che è estremamente prezioso per uso medicinale (ma non come bevanda) nelle malattie logoranti dei bambini, in particolare quando perdono peso molto rapidamente. È molto usato per prevenire la tubercolosi. In contrasto ad una idea molto generale, è opinione del Dr. Garrott (e confermato dal Dr. Francis E. Anstine), nel suo interessante libro “Usi del vino in salute e in malattia”, che il Dry Sherry non porta la gotta, a patto che non causi disturbi nelle funzioni digestive. Il Dr. Anstine dichiara solo lo zucchero contenuto nei liquori provochi la gotta.

(…)

Jack’s Manual è stato pubblicato per la prima volta in italiano, nella collana I Grandi classici della miscelazione.