Stage o steige…? Facciamo chiarezza!

Tra i moderni strafalcioni che sento spesso, c’è la dizione “stage” pronunciata in due diverse maniere. Il problema è che il difetto di pronuncia eccelle sia nello studente, sia nell’insegnante. Mi spiego meglio: la parola la sbagliano entrambi, solo che il primo non può rivalersi sul secondo, correggendolo (anche se sarebbe giusto). Ma vediamo meglio di che si tratta…

Treccani così scrive:

” stagestàaˇ∫› s. m., fr. [dal lat. mediev. stagium, che risale, come il fr. ant. estage «soggiorno» (der. di ester «stare»), al lat. volg. *staticum]. – Periodo, fase d’iniziazione pratica o comunque di addestramento per lo svolgimento di una determinata attività o professione; anche, corso breve e intensivo: uno s. di danza, di fotografia.  La voce è spesso confusa in Italia, sia nell’uso parlato sia in quello scritto (e anche in alcuni dizionarî) con la parola ingl. stage, e viene perciò anche pronunciata all’inglese, ‹stèiǧ›; ma i sign. di questa, alcuni noti e, in parte, usati anche in Italia, sono diversi: «piattaforma, palco, palcoscenico, scena, e sim.», e in senso fig. «stadio, fase, tappa, e sim.». ”

Quindi, come si può notare il termine deriva dalla lingua francese e non dall’inglese: quindi chi pronunzia “stage”, lo fa bene. D’altronde provate a dire ad un inglese “I make a stage (pronunziato stèiǧ)!”: come minimo intuirà che siete degli operai che costruiscono palcoscenici teatrali!

Se non siete ancora convinti, date un’occhiata all’Accademia della Crusca, dove si spiegano i termini “stage” e “tirocinio”.

Resta il problema finale: come correggere una persona che commette la pronuncia sbagliata? Dipende: se avete confidenza, fatelo, con garbo. Se si tratta di un insegnante, aspettate la fine dell’anno scolastico, poi glielo dite (sempre con garbo e un po’ di fortuna). Volete mettere la soddisfazione di correggere chi ne dovrebbe sapere più di voi? 🙂

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