
V per Vendetta è un film del 2005 tratto da una graphic novel di Alan Moore. La trama: in un futuro distopico, la Gran Bretagna è caduta sotto il controllo del Norsefire, un regime totalitario e oppressivo guidato dall’Alto Cancelliere Adam Sutler, che ha annullato ogni libertà individuale attraverso la paura, la censura e la propaganda. Come al solito mi soffermerò su alcuni elementi legati al mondo del
#beverage.
1. Il Tè (il rito inglese per eccellenza)

Il tè è la bevanda centrale nel rapporto tra V ed Evey. Quando Evey si sveglia nella “Galleria delle Ombre” dopo essere stata salvata, V le offre una tazza di tè.
• Cosa significa: rappresenta il ritorno alla normalità e al calore domestico in un mondo distopico e freddo. È il simbolo della cortesia d’altri tempi di V, che si comporta come un gentiluomo del passato.
2. Lo Sherry (Il lusso e il potere)

Mentre il popolo soffre le restrizioni del regime, l’élite del potere si concede privilegi proibiti.
• Il Vescovo Lilliman: uno dei momenti più iconici legati al bere è quando il corrotto Vescovo Lilliman sorseggia un calice di
#sherry prima dell’arrivo di V. Questo vino liquoroso qui simboleggia la decadenza morale e il lusso ipocrita del clero colluso con la dittatura.
3. Il vino (La cultura e la celebrazione)

V possiede una cantina leggendaria nella Galleria delle Ombre, piena di annate che il regime ha confiscato o distrutto.
• Celebrazione: il
#Vino rappresenta la conservazione della cultura e del piacere estetico. V tratta il cibo e il vino come forme d’arte, contrapposte alle razioni grigie fornite dal governo del Norsefire. Non a caso il suo rifugio, oltre alle opere d’arte, ospita migliaia di volumi.
4. Il Gin “Victory” (Il richiamo a Orwell)

Sebbene nel film sia meno enfatizzato rispetto al libro 1984 di Orwell (a cui V per Vendetta rende omaggio), si percepisce che il popolo beve alcolici scadenti di Stato. Nella graphic novel originale di Alan Moore, l’atmosfera è ancora più vicina a quella di una Gran Bretagna povera dove l’unico conforto è un alcol anonimo e di massa. Il riferimento è al Gin Act, una serie di leggi (ben otto, emanate tra il 1729 e il 1751) con cui il Parlamento britannico cercò disperatamente di arginare la cosiddetta “Gin Craze” (la follia del Gin).

Per saperne di più:

Bere come un attore

Cocktail & leggende