Il salentino (caffè)

Il caffè salentino di sicuro ha la provenienza geografica: il Salento, Puglia. Gli ingredienti sono due: caffè, ghiaccio e sciroppo di mandorle, ma vi sono diverse ipotesi sulla sua “vera” versione. Sebbene la base sia sempre caffè e ghiaccio, ci sono 3 modi principali (e un’altra particolare). Vediamole:

1. Il Classico (Caffè in ghiaccio con latte di mandorla)

È la versione originale, quella che si trova in ogni bar tra Lecce e Otranto.

  • Procedimento: si versa un fondo di sciroppo di mandorla in un bicchiere di vetro, si aggiungono 3-4 cubetti di ghiaccio grandi e pieni e infine si versa sopra il caffè espresso bollente.
  • Risultato: un contrasto termico immediato e un sapore dolce e aromatico.

2. Il “Soffiato” (Caffè in ghiaccio con la lancia)

In questa versione si utilizza la lanciavapore.

  • Procedimento: dopo aver preparato il caffè in ghiaccio con la mandorla, il barista inserisce per un solo secondo la lancia del vapore nel bicchiere.
  • Risultato: l’aria “monta” leggermente il caffè, creando una schiumetta densa e vellutata in superficie.

3. Lo Shakerato (Alla salentina)

Meno comune nei bar tradizionali ma molto amato in estate.

  • Procedimento: il caffè, il ghiaccio e il latte di mandorla vengono messi in uno shaker e shakerati energicamente.
  • Risultato: una bevanda completamente fredda e spumosa, ideale per l’estate.

 

La variante “Eretica”: Caffè in ghiaccio e basta

C’è chi lo beve senza latte di mandorla, usando lo zucchero normale (o amaro). Per un salentino doc, questa è un’opzione accettabile solo in caso di emergenza o dieta ferrea, poiché manca l’anima “dolce e bianca” che caratterizza la bevanda.

I 3 Comandamenti del Caffè Salentino:

  1. Ghiaccio “di piccone”: il ghiaccio deve essere cristallino, grande e duro. Se si scioglie, annacqua il caffè e rovina l’esperienza.
  2. Vetro, non plastica: si beve rigorosamente in un bicchiere di vetro (tipo tumbler basso o un calice piccolo) per godersi il colore.
  3. Velocità: non è un drink da sorseggiare per un’ora. Va bevuto in pochi sorsi per godersi il contrasto tra il calore residuo del caffè e il freddo del ghiaccio.